Passaggi di tempo

Arman, Vincent Beaurin, Piero Gilardi, Aldo Tagliaferro, Markus Willeke

Dal 22 febbraio al 2 aprile 2021

Gli artisti hanno sempre saputo dare una lettura trasversale della società a loro contemporanea attraverso un punto di vista che gli ha permesso di affrontare tematiche sempre nuove pur muovendosi nel solco della tradizione che li ha preceduti. Con Passaggi di tempo MAAB Gallery propone una selezione “aperta e dinamica” di opere della propria collezione in cui il dialogo con la materia, lo studio della luce e il richiamo al vissuto e alla quotidianità sono al centro dell’indagine condotta dagli autori.

Nelle opere di Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2009) l’interesse per la materia si manifesta sin dagli anni Cinquanta. Tra i membri della Scuola di Piazza del Popolo prima e del Gruppo Uno poi, Uncini ricorre al ferro e al cemento armato generando opere polimorfiche e rigorose che mostrano la vita fisica e il lato organico della materia stessa. 

Dopo aver avviato importanti cicli di opere come le Colères, le Accumulazioni e le Poubelles, nel corso degli anni Settanta, Arman (Nizza, 1928 – New York, 2005) prosegue la sua ricerca sperimentale soffermandosi sull’inclusione di materiali della quotidianità, prevalentemente strumenti musicali sezionati, all’interno di piattaforme di cemento, definite Béton.

Le opere di Vincent Beaurin (Charleville Mézières, 1960) sono visioni della mente che si materializzano in oggetti misteriosi dalle superfici grumose e risplendenti, forme pure e stilizzate che richiamano sintesi di animali, figure geometriche o bozzoli levigati e sembrano levitare nell’aria. Piccole sfere o scaglie di vetro ricoprono la struttura in polistirolo, immergendola in una luce immateriale che vive e muta di rifrazioni improvvise.

Di fronte alla definizione di una nuova società, il binomio natura – cultura è posto al centro dell’indagine artistica di Piero Gilardi (Torino, 1942), A partire dalla metà degli anni Sessanta, Gilardi realizza i primi Tappeti natura, opere in cui la natura perde il suo carattere di continuità e immensità. Realizzati in poliuretano espanso, questi lavori costituiscono la sintesi della riflessione determinata dallo sfrenato sviluppo industriale del dopoguerra.

I soggetti delle opere di Markus Willeke (Recklinghausen, 1971), provengono da situazioni eterogenee quali montagne russe, cartoni animati, lettere di riscatto, veneziane. Si tratta di oggetti comuni e situazioni di fatto banali nella realtà quotidiana, da cui vengono prelevati e trasportati nel mondo della pittura, dove perdono la loro qualifica di oggetti reali e acquisiscono la fondamentale e imprescindibile funzione di pretesti.

Comunicato stampa


Artisti
Vincent Beaurin
Piero Gilardi