Sul quadrato

Christian Megert

Dal 12 dicembre 2013 al 14 febbraio 2014

A distanza di quasi cinquant’anni dalla sua ultima importante personale italiana (era il 1967, alla Galleria Vismara di Milano) MAAB Gallery presenta una mostra di Christian Megert (Berna, 1936, trasferitosi dal 1973 a Düsseldorf), realizzata in collaborazione con l’artista.

La mostra, sviluppata nelle due sedi milanesi di MAAB Gallery, costituisce un’occasione per presentare, attraverso un’accurata selezione di venti opere storiche e recenti, l’evoluzione del linguaggio artistico di Megert, a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta.

La sua figura e la sua attività sono legate alla partecipazione attiva al Gruppo Zero, con cui viene in contatto già nel 1960, e con cui esporrà in importanti manifestazioni (sarà presente anche nella grande mostra itinerante del Guggenheim di N.Y., ZERO: COUNTDOWN TO TOMORROW, prevista a partire da ottobre 2014), ma la sua ricerca si sviluppa anche accanto e oltre Zero, che si scioglierà ufficialmente nel 1966. Da quella data ogni artista intraprenderà una personale direzione, in cui rimarranno tuttavia evidenti le caratteristiche della filosofia Zero. Ad esempio, il contributo di Megert a quella “galassia” delle neoavanguardie della fine degli anni Cinquanta e l’inizio del decennio successivo, si concretizza in un importante manifesto pubblicato nel 1961, in occasione della mostra allestita presso la galleria Kopke di Copenaghen: in Ein neuer Raum (Un nuovo spazio, questo il titolo). In esso Megert afferma di voler creare uno spazio senza limiti, immobile e, allo stesso tempo, in movimento. Così, la ricerca di nuovi spazi si concretizza con il ricorso allo specchio, che diviene elemento caratteristico delle opere e delle installazioni di Megert. Lo specchio viene messo in scena attraverso varie tecniche e modi formali – fino alla metà degli anni Settanta si accompagna a luci e motori – mentre nei periodi successivi la “riflessione” (nei due significati etimologici di immagine riflessa dallo specchio e di pensiero creato da uno stimolo) è affidata più alla capacità concettuale dello spettatore, che alla sua sollecitazione attraverso cinetismi veri e propri.

Le venti opere esposte, scelte personalmente dall’artista per questa mostra italiana, restituiscono allo sguardo contemporaneo e alle nuove generazioni la raffinata estetica di Megert che, partendo da un’intuizione iniziale, si è coerentemente sviluppata lungo una linea di pensiero e di azione durata ben oltre cinque decenni: elementi minimi e minimali – tutte le opere in mostra hanno a che fare col quadrato, mentre un’altra linea si sviluppa sul cerchio -, apparentemente legati alla concretizzazione di forme astratte, interagiscono con la realtà del pubblico, dello sguardo, dell’ambiente, attraendone al proprio interno uno scorcio (spesso grazie alla presenza di elementi specchianti), stabilendo così quel legame necessario tra un ideale mondo platonico delle forme e la contingenza immediata della realtà quotidiana.

Comunicato stampa


Artisti
Christian Megert